SEGRETARIATO ATTIVITA' ECUMENICHE

gruppo di   Piacenza

ASSOCIAZIONE INTERCONFESSIONALE DI LAICHE E LAICI
PER L'ECUMENISMO E IL DIALOGO A PARTIRE DAL DIALOGO EBRAICO-CRISTIANO


Fedele alla propria tradizione di studio, nella convinzione che la conoscenza abbatta le barriere, favorisca il dialogo e costruisca l’unità, il Gruppo SAE di Piacenza propone anche quest’anno, accanto al corso biblico in fase di attuazione, un seminario di carattere teologico.
La cultura  e l’esperienza ecumenica hanno dimostrato che il nodo teologico della divisione tra le chiese è il modo di concepire e di vivere la Chiesa, in particolare il punto focale delle divergenze è il ministero ordinato.
Per questo il tradizionale seminario teologico quest’anno avrà come oggetto di studio il documento della Commissione Fede e Costituzione del CEC (Consiglio Ecumenico delle Chiese) “La Chiesa: Verso una visione comune”, un documento di convergenza del 2013, il più recente e il più autorevole documento ecumenico sull’argomento.
Lo studio di questo documento, come si è detto, avverrà secondo i canoni del seminario; quindi la lettura del testo e il confronto tra i partecipanti sui suoi nuclei fondamentali saranno i punti chiave dell’attività proposta. Naturalmente l’introduzione e la guida di Padre Giuseppe Testa, da molti anni esperto e consulente del Gruppo, garantiranno il rigore scientifico, ecumenico e non confessionale, dell’approccio.
Il seminario avrà luogo il terzo sabato dei prossimi quattro mesi (quindi il 15 febbraio, il 21 marzo, il 18 aprile e il 16 maggio), presso il Convento dei Minori Francescani, Piazzale delle Crociate, 5, dalle 15.30 alle 17.30.
Il SAE si impegna a procurare per coloro che desiderano approfondire questo argomento, fondamentale al di là dell’importanza ecumenica,  per capire la natura della Chiesa e il senso della nostra appartenenza ad essa, il testo oggetto di studio.
Per ulteriori informazioni e per eventuali iscrizioni al seminario contattare  Lucia Rocchi (tel. 0523.332781, cell. 339 1826980) o Elena Baldini  (tel. 0523.451153, cell. 333 7586685).

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“Con sguardo e azione profetici, ancor prima del Concilio, ci ha insegnato l’arte difficile e cruciale del Dialogo tra le religioni e le civiltà, di cui il nostro mondo ha sempre più bisogno. E lo ha fatto con il cuore accogliente di una grande, illuminata donna.”
Con queste parole, accanto alla foto di un volto sorridente, la città di Mestre dava la notizia della morte di Maria Vingiani, avvenuta il 17 gennaio scorso, e informava della cerimonia funebre che ha avuto luogo, giovedì, 23 gennaio, presso il Duomo di San Lorenzo di questa città in cui Maria è vissuta negli ultimi anni della sua lunga vita (98 anni!).
Maria Vingiani ha avuto molti doni dallo Spirito, in particolare il dono della profezia: ha sentito fin dalla giovinezza la necessità che, dopo tanti secoli di lotte e di divisioni, i cristiani intraprendessero il cammino della riconciliazione e del dialogo per essere testimoni credibili dell’annuncio evangelico, così come Gesù nella sua preghiera testamentaria aveva pregato il Padre (“Fa’ che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch’essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato.”).
Molti durante la sobria intensa cerimonia funebre hanno fatto memoria dello spirito profetico e dell’intensa coraggiosa battaglia che Maria ha combattuto per l’ideale a cui ha dedicato la vita, l’unità dei cristiani, a partire dal dialogo con i fratelli ebrei, punto centrale, questo, della sua riflessione teologica (“Mi era ormai chiaro  -  aveva scritto nella sua “Memoria storica” nel 1988 -   che l’unica vera grave lacerazione era alle origini del Cristianesimo, e che per superare più facilmente le successive divisioni tra cristiani bisognava ripartire  insieme dalla “comune radice ebraica da cui siamo portati”.) Molti hanno dato testimonianza della vocazione particolare di questa piccola grande donna a cui il Signore ha chiesto di intraprendere in Italia il cammino dell’unità tra i cristiani e che – come ha detto  con acutezza Piero Stefani, l’attuale Presidente del SAE, il movimento ecumenico nato dalla volontà e dall’azione di Maria – ha accolto questo dono con un sì coraggioso ed entusiasta, senza venir mai meno all’opera intrapresa.
Il SAE! C’erano proprio quasi tutti gli amici del SAE che l’avevano conosciuta ed apprezzata a questo estremo saluto alla loro Presidente! Con gli occhi lucidi per la commozione del distacco ma con il sorriso per la gioia di ritrovarsi insieme dopo tanti anni di intenso lavoro ecumenico a dire grazie per quanto avevano ricevuto, giunti da tante città vicine e lontane, i soci SAE hanno costituito nella grande assemblea del Duomo di Mestre la parte più numerosa dei presenti, perché Maria aveva nel cuore due grandi amate famiglie: quella del sangue e quella del SAE (come ha sottolineato Meo Gnocchi, uno dei presidenti dell’associazione).
E la famiglia del SAE ha ascoltato con profonda commozione il discorso commemorativo del Vescovo di Vicenza, Mons. Beniamino Pizziol, la testimonianza lucida ed affettuosa del Pastore Massimo Aprile, rappresentante della FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia), la memoria di Traian Valdman, parroco della Chiesa ortodossa romena di Milano, la preghiera degli esponenti del mondo ebraico, della Tavola Valdese,….
Ricordi, memorie, manifestazioni di gratitudine, ma anche preghiere perché il Signore, pur dinanzi ad una donna di tanti meriti e di tanta fede, la perdoni dei peccati che, come ogni creatura, anche Maria avrà commesso nella sua vita. Non la celebrazione di una santità data per scontata, come talora accade di sentire davanti ad alcuni grandi personaggi, ma la consapevolezza che tutti abbiamo bisogno della misericordia di Dio. Maria Vingiani sarebbe stata contenta di questa celebrazione, lei che da laica intelligente ed illuminata, rifuggiva dalla celebrità e dai clericalismi e che aveva affidato ad un Segretariato costituito da laici di tutte le confessioni il compito di portare avanti il cammino verso l’unità visibile della chiesa, frutto delle differenze riconciliate e non espressione dell’uniformità e dell’irenismo.
Elena Baldini e Lucia Rocchi, responsabili del SAE di Piacenza, hanno avuto il dono di essere tra i presenti a questa cerimonia funebre e sono tornate con nel cuore più forte e più impellente il desiderio di continuare a lavorare per questa unità.                Lucia Rocchi

 

ORIGINE, NATURA, SIGNIFICATO STORICO E TEOLOGICO DEI QUATTRO VANGELI SECONDO LA RICERCA STORICA MODERNA

 Sabato, 5 ottobre, inizia il corso biblico che, secondo una pluridecennale tradizione, ogni anno costituisce l’attività primaria del S.A.E. di Piacenza. Il tema che verrà trattato quest’anno è un po’ particolare: anziché affrontare lo studio di un testo dell’Antico o del Nuovo Testamento, Padre Giuseppe Testa, che come sempre è l’esperto e il maestro del Gruppo, presenterà la complessa problematica relativa alla natura letteraria (=compositiva), storica e teologica dei vangeli. Si va dalla scoperta di due secoli fa della natura non propriamente storica dei vangeli (la questione sinottica) alla progressiva definizione della loro caratteristica composizione di testi nati dalla fede e per la fede delle prime tre generazioni cristiane.

La tematica, per certi versi sconvolgente, obbligherà i partecipanti al corso ad un nuovo approccio ai vangeli costringendoli a distinguere in modo più adeguato tra il nucleo originario delle fede e le successive complesse inevitabili inculturazioni. Di qui nasce anche l’interesse ecumenico del corso. Infatti il desiderio del S.A.E. di Piacenza è quello di approfondire la conoscenza della Sacra Scrittura, fonte prima del dialogo tra le confessioni cristiane che nella Bibbia riconoscono il fondamento della loro identità, perché vengano meno i pregiudizi e si comprendano le differenze tra le varie confessioni cristiane che si ritengono seguaci di Gesù Cristo.

La conoscenza più profonda della Scrittura inoltre ha come conseguenza primaria il rafforzamento personale dei fondamenti della fede. Per questo il S.A.E. offre a tutti la possibilità di accedere al corso biblico senza alcun onere di iscrizione o di adesione all’associazione.

Il corso, dal titolo “Origine, natura, significato storico e teologico dei quattro vangeli secondo la ricerca storica moderna. Un’introduzione critica”, avrà inizio, come si è detto, sabato, 5 ottobre, alle ore 15.30 presso il Convento dei Frati Minori, in Piazzale delle Crociate, 5 e proseguirà ogni primo sabato del mese per un complesso di otto incontri fino a maggio.

Per conoscere il programma completo del corso clicca qui
 
 Sabato 7 marzo 2020 si terrà il sesto incontro. Tema della lezione sarà:
 
La nascita dei vangeli nella traiettoria evolutiva della fede e della teologia del cristianesimo primitivo: dal kerigma ai vangeli (30 c. – 100 c.) come espansione del kerigma

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